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Gender Equality Plan (GEP): un requisito strategico per accedere ai finanziamenti Horizon Europe e prepararsi alle nuove sfide normative

15 Giugno

Negli ultimi anni la parità di genere è diventata un tema centrale nelle politiche europee, non solo dal punto di vista sociale, ma anche per la sostenibilità e la competitività. In questo contesto, il Gender Equality Plan (GEP) rappresenta uno strumento sempre più rilevante per enti pubblici, università, organismi di ricerca e imprese che intendono partecipare ai programmi di finanziamento europei, in particolare nell’ambito di Horizon Europe, il principale programma dell’Unione Europea dedicato a ricerca e innovazione.

Il GEP è un documento programmatico che definisce obiettivi, responsabilità, azioni e indicatori per promuovere in modo strutturato la parità di genere all’interno delle organizzazioni. Non è una semplice dichiarazione di intenti, ma rappresenta una vera e propria strategia concreta e misurabile che consente di pianificare e monitorare interventi finalizzati a favorire pari opportunità, inclusione e valorizzazione dei talenti, contrastando al contempo ogni forma di discriminazione, molestia e violenza di genere.

Per valorizzare la parità di genere come elemento strategico della governance organizzativa e della capacità di partecipare con successo ai programmi europei, la Commissione Europea ha introdotto il Gender Equality Plan (GEP) quale requisito di eleggibilità per specifiche categorie di soggetti che intendono accedere ai finanziamenti di Horizon Europe. L’assenza di un GEP conforme può precludere l’accesso ai bandi, indipendentemente dalla qualità del progetto presentato.

Oltre a essere richiesto per accedere ai finanziamenti, il GEP è uno strumento flessibile: può essere adottato autonomamente oppure integrato nel sistema per la parità di genere (UNI/PdR 125) o nella strategia ESG aziendale, mantenendo in ogni caso la sua funzione di documento programmatico, definendo obiettivi, responsabilità e azioni concrete.

L’adozione di strumenti come il Gender Equality Plan e la UNI/PdR 125 assume oggi un valore ancora più significativo alla luce della Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva, recepita dall’Italia attraverso il decreto legislativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° giugno 2026, con entrata in vigore dal 7 giugno 2026. La normativa introduce nuovi obblighi in materia di trasparenza salariale, monitoraggio dei divari retributivi e dimostrazione dell’equità nei sistemi di remunerazione. Le organizzazioni che hanno già avviato percorsi strutturati di gestione della parità di genere risultano generalmente più preparate ad affrontare tali adempimenti, grazie alla disponibilità di dati, indicatori, processi di monitoraggio e piani di miglioramento già implementati.

In questo senso, il GEP non rappresenta soltanto uno strumento per accedere a opportunità di finanziamento, ma anche un investimento nella futura conformità normativa e nella gestione del rischio reputazionale.

Lo Studio TSC assiste enti, organizzazioni e imprese nella progettazione e redazione di Gender Equality Plan conformi ai requisiti previsti dalla Commissione Europea.

Il supporto comprende:

  • analisi preliminare dei requisiti di eleggibilità;
  • valutazione dello stato attuale dell’organizzazione;
  • definizione di obiettivi, indicatori e piano d’azione;
  • integrazione del GEP con sistemi UNI/PdR 125 e strategie ESG;
  • predisposizione della documentazione richiesta per la partecipazione ai bandi;
  • attività di monitoraggio e aggiornamento periodico del piano.

Grazie a un approccio integrato, aiutiamo le organizzazioni a trasformare un requisito formale in un’opportunità concreta di crescita, accesso ai finanziamenti e rafforzamento della sostenibilità aziendale.

Se vuoi approfondire, contattaci! Il team dello Studio TSC è a disposizione!

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