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L’AI Act non è futuro: è presente

25 Giugno

Il Regolamento UE 2024/1689, nonché AI Act, è il primo quadro normativo globale sull’intelligenza artificiale.

Entrato in vigore nell’agosto 2024, vieta le pratiche di AI inaccettabili e impone, a partire dal 2 agosto 2026, obblighi stringenti per i sistemi ad alto rischio, basando le regole sul principio della sicurezza e del rispetto dei diritti fondamentali.

Innanzitutto, è importante specificare che il regolamento si applica in modo diverso in base al livello di rischio presente nei sistemi AI utilizzati dall’azienda.

Ci sono quattro livelli principali di rischio:

  • Rischio inaccettabile (Vietati)

Sono sistemi che minacciano i diritti e la sicurezza, come il social scoring, la manipolazione comportamentale subliminale e il riconoscimento facciale a fini di identificazione biometrica negli spazi pubblici (salvo rare eccezioni di polizia).

  • Alto rischio

Rientrano in questa categoria l’AI utilizzata nella selezione del personale, nella valutazione del credito, nei dispositivi medici, nell’istruzione e nella gestione delle frontiere. Questi sistemi richiedono valutazioni di conformità, gestione del rischio, elevata qualità dei dati, documentazione tecnica e supervisione umana costante.

  • Rischio limitato

Sistemi come chatbot (es. deepfake AI generative) devono palesare in modo chiaro all’utente che stanno interagendo con un’intelligenza artificiale. La trasparenza è fondamentale.

  • Rischio minimo o nullo

Comprende gran parte dei sistemi di AI oggi diffusi (es. filtri antispam, videogiochi). Per questi non sono previsti obblighi particolari, ma è incoraggiata l’adesione volontaria a codici di condotta.

In cosa si incorre se non si rispetta il regolamento?
L’applicazione delle regole è graduale: i divieti e gli obblighi di alfabetizzazione (AI literacy) sono già effettivi, mentre l’intera normativa sarà vincolante dal 2 agosto 2026.

Mentre le violazioni possono costare sanzioni amministrative pecuniarie fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale annuo.

Occorre, quindi, informarsi sulle novità, identificare il livello di rischio e applicare le misure necessarie per il rispetto del regolamento.

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